L’assenza di LeBron James alla conference call di Irving

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Lebron James

Tra i grandi assenti alla conference call di Kyrie Irving, c’è LeBron James, la stella dei Los Angeles Lakers, il quale fin da subito ha espresso la sua voglia di tornare a giocare e inseguire il titolo, già dal 30 aprile quando aveva dichiarato: “Nessuno cancelli la stagione”.

Secondo LeBron, giocare ad Orlando non impedirebbe di continuare a ispirare il  cambiamento sociale, come ha sempre fatto.
Infatti, è stata proprio la pallacanestro che gli ha permesso di avere un grande impatto e avere così la possibilità di migliorare la vita di numerose persone: per esempio, costruendo la “I Pomise School” ad Akron, la sua città d’origine, oppure la creazione dell’associazione no-profit “More Than A Vote” per il diritto di voto.

Tutte queste sono attività che non entrano i conflitto con il suo ruolo di giocatore nonché atleta rispettato e ammirato per il suo impegno sociale e civile. Quindi, il ritorno in campo ad Orlando, potrebbe essere lo scenario ideale per mostrare a tutti, nelle varie dirette internazionali, i messaggi di lotta alle diseguaglianze e al razzismo.

Un semplice gesto, come inginocchiarsi all’inno nazionale o mostrare durante le interviste la scritta “Black Lives Matter”, potrebbe avere un forte impatto a livello mediatico, coinvolgendo molte più persone.

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